C’era una volta, l’Azienda Agricola Bertemmà il cui nome era un omaggio ai suoi fondatori, i nonni Emma e Berto ed oggi la sua evoluzione viene rappresentata con il nome della Dea della Terra nella mitologia etrusca, SEMIA.
 
Completamente rinnovata nel 2020 grazie ad un gruppo di lavoro giovane, motivato, ricco di idee e di nuova energia grazie al quale il vecchio oliveto è stato largamente incrementato e curato al punto tale che presto ci regalerà un olio di qualità importante. Ma la vera scommessa di Semia è data dalla partecipazione all’ innovativo progetto d’impianto di un frutteto biodiverso che prevede il recupero di antichi sapori con circa 600 piante di alberi da frutto scelti appunto per la loro biodiversità, tra le varietà più antiche.
 
 
Siamo nel parco di Travalle in un ettaro di terreno alle porte di Calenzano il cui Comune è tra i collaboratori del progetto insieme all’Università di Firenze e con il contributo di CR Firenze, l’obiettivo principale di questa operazione è quello di alzare l’asticella della qualità nella produzione della frutta recuperando antichi metodi di coltivazione delle piante. Noce, nespolo, cotogno, giuggiole, sono alcune delle varietà presenti nel frutteto di Travalle che accoglie 13 specie differenti ciascuna con 4-5 varianti. Non esiste la lunga filiera tra produttore e consumatore ma un prodotto a chilometro zero in vista del recupero di sapori dimenticati. I piccoli alberi da frutto sono stati piantati solo qualche mese fa e si avvieranno verso la produzione nell’arco di 2-3 anni dopodichè sarà possibile gustarli in tutta la loro meravigliosa essenza.
 
Si tratta senza ombra di dubbio di un progetto che rappresenta un’opportunità per i consumatori più attenti del comune di Calenzano oltre che un grande volare aggiunto nelle produzioni di eccellenza e il gruppo SEMIA è fiero di essere parte di questa importante innovazione che rappresenta la migliore evoluzione dell’antica Azienda agricola Bertemmà.
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